La storia del Palio

La tradizione dei “palii marinari” e’ comune a molti paesi delle riviere liguri ed a molte altre località costiere della penisola.

Variano i particolari dei festeggiamenti collaterali (dalla sfilata in costume al concerto bandistico, dalla sagra delle frittelle alla rievocazione storica, ecc.), ma l’attesa sfida tra le tipiche imbarcazioni locali ne e’ il comune denominatore.

Le leggende del “nostro” Palio (che si perdono, come si suol dire nella notte dei tempi), sono altrettanto varie: dalle remate “gioiose” dei marinari che sbarcavano dagli antichi velieri dopo mesi di navigazione e si affettavano alla spiaggia per riabbracciare spose, parenti ed amici, a quelle “epiche” per recarsi a dare battaglia (o per sfuggire in fretta) alle orde saracene del feroce pirata DRAGUT, fino a quelle meno poetiche , ma forse piu’ realistiche e credibili, delle veloci corse dei pescatori di acciughe, per giungere a terra prima degli altri a vendere ad un prezzo piu’ conveniente il pescato, magari con il “trucchetto” di dire che gli altri non avevano preso niente…

La parte piu’ storica e’ quella del “palio con la scimmia”, che era un ragazzino o comunque una persona molto agile e leggera, che alla fine della gara vera e propria tra le barche si buttava in acqua, raggiungeva la spiaggia ove doveva arrampicarsi su di un palo, o ad una fune appesa, per conquistare la vittoria ed il “palio”.

Memorabili racconti ricordano quelle “scimmie” in crisi che, pur sbarcando per prime, si facevano poi superare nella scalata compromettendo dei vantaggi apparentemente incolmabili, ottenuti in mare dal resto dell’equipaggio, quindi la vittoria finale.

Intorno agli anni ’60 la figura della scimmia scompare, ma forse e’ da questo momento che si inizia a meditare, fra i molti appassionati, sulla possibilità di “costruire” intorno al “palio” (fino ad allora considerata una semplice sfida tra pescatori), un’immagine piu’ consona con carattere folkloristico – turistico, senza però cancellare quel sano e spettacolare campanilismo (condito da un pizzico di agonismo), che da sempre lo aveva contraddistinto.

Nel 1972 venne indetto un concorso per una nuova imbarcazione da regata (uguale per tutte le località interessate al “palio”), che rispondesse pero’ a determinate caratteristiche tipiche del “Gozzo Ligure”, barca questa, nata per la pesca ed in grado di tenere il mare, anche in circostanze sfavorevoli. La misura base doveva essere di metri 5,50 alla linea di galleggiamento, e cosi’ fu……

Il concorso fu vinto da Giuseppe Olivari detto “Peppin U Muscun” (Peppino il Moscone) noto maestro d’ascia; la costruzione di questi particolari gozzi avvenne l’anno seguente ad opera dell’altrettanto famoso Agostino Moltedo, detto “Gustin”.

Verso la fine di settembre del 1973, in occasione della Festivita’ patronale a San Michele di Pagana (frazione di Rapallo) le imbarcazioni vennero pesate, controllate ed assegnate alle otto località che, nell’occasione, le utilizzarono nella loro “prima” avventura remiera, con vittoria dell’armo locale.

Nel 1974 vi e’ la svolta decisiva: cio’ che era stato prefissato in un passato neppure troppo remoto, diveniva realta’: nasceva, in quella calda estate, la prima edizione del Palio Marinaro del Tigullio, campionato remiero su gozzi, fra le rappresentative di: Portofino Mare, Santa Margherita Ligure, San Michele di Pagana, Rapallo, Zoagli, Chiavari, Lavagna e Sestri levante, per l’assegnazione del “Trofeo del Tigullio”.

In quell’anno si svolsero otto regate (una per localita’), che tennero occupati organizzatori ed equipaggi, da luglio a settembre.

Dal 1975 la manifestazione venne ridimensionata in quattro prove alternando di anno in anno le localita’; generalmente in questi due gruppi: Chiavari, Sestri Levante, Rapallo e Santa Margherita Ligure un anno e Zoagli, San Michele di Pagana, Lavagna e Paraggi (valida quale prova di Portofino Mare), l’anno seguente.

E’ doveroso annotare che, fin dalla sua prima edizione, il Palio Marinaro del Tigullio ha avuto sempre maggior cornice di pubblico a seguirlo e, con il passare degli anni, questi e’ divenuto un’autentico esperto in materia; certo, tutto cio’ puo’ sembrare naturale, se non fosse che il pubblico “esperto” e’ composto in parte dai turisti che affollano la Riviera Ligure di Levante in estate e che per di piu’ (a volte) abitano a molti chilometri dal mare, quindi non sono avvezzi a certe manifestazioni.

Naturalmente, nel tempo, il Palio Marinaro del Tigullio ha avuto bisogno di qualcuno che “lo portasse avanti”, ed in tal senso e’ stata costituita l’Associazione Amatori Palio del Tigullio, che ancor oggi si incarica dell’organizzazione del Palio con la collaborazione delle otto Societa’ partecipanti.